RSS
Sconfitti i Galli, i Romani pianificarono la completa riorganizzazione della pianura a sud del Po, la regione VIII-Aemilia, con la fondazione di grandi città, il tracciamento di una efficace rete stradale imperniata sulla via Emilia (187 a.C.) e la creazione di un nuovo ordinamento agricolo: la centuriazione. I terreni di pianura furono ripartiti con regolarità geometrica in maglie quadrate di 710 m di lato (centuria) ed appezzamenti di 50 ettari, che nel bolognese furono suddivisi tra le 3000 famiglie di coloni giunti dall'Italia centrale per popolare la nuova area conquistata.
Nel 189 a.C. Felsina fu rifondata come colonia di diritto latino con il nome di Bononia; il nome deriva probabilmente dal termine gallico bona (villaggio fortificato) che ai Romani dovette sembrare di buon auspicio.
Furono tracciati i limiti del perimetro cittadino e fu definito un reticolo interno di strade perpendicolari in direzione nord-sud (cardini), ed est-ovest (decumani); l’arteria principale o decumano massimo era costituita dal tratto urbano della via Emilia. Gli isolati rettangolari così ottenuti (insulae) furono progressivamente occupati da piazze, da abitazioni private e dagli edifici pubblici che caratterizzavano ogni città romana: i templi, il teatro, l’anfiteatro, le terme, gli spazi adibiti all’amministrazione della giustizia ed agli affari.
Nel territorio sorsero borghi e villaggi in posizioni strategiche, come la stazione viaria di Claterna, posta lungo la via Emilia fra Bologna e Imola, scavata da Edoardo Brizio.
Stele parallelepipeda in arenaria
Stele parallelepipeda in arenaria, corniciata con timpano, rosetta appena abbozzata e palmette acroteriali. Proviene dal sepolcro dei Fundanii, verosimilmente tre liberti, Cladus, Adiutor e Rufus; il sepolcro fu costruito dalla liberta Caerellia Homulla. Da Bologna, “muro del Reno”, I sec d.C. (Bologna, Museo Civico Archeologico).
Stele
Stele sormontata da un frontoncino decorato da una rosetta e da acroteri di fattura sommaria. Nella parte superiore l’epitaffio in versi invita il lettore al rispetto della sepoltura; nella parte inferiore il bassorilievo raffigurante un suarius con un branco di sette maialini indica forse il mestiere del defunto. Da Bologna, “muro del Reno”, I sec d.C. (Bologna, Museo Civico Archeologico).
Scavo del “muro del Reno"
Una immagine dello scavo del “muro del Reno”, 1894-1897
Scavo del “muro del Reno"
Scavo del “muro del Reno”, 1894-1897.
Sulla destra è ben visibile la stele proveniente dal sepolcro dei Fundanii.
Erote in terracotta
Erote in terracotta rinvenuto nel corso degli scavi di E. Brizio nella città romana di Claterna, inizi del I sec. a.C. (Bologna. Museo Civico Archeologico)

 
 
Powered by Phoca Gallery