Anime illuse


Filippo Omegna,
Anime illuse
(Emigranti)
, 1912 (firmato e datato).
Olio su tela,
cm 200 x 304
Ispirata a temi sociali e condotta con una tecnica educata alla scuola dell’Accademia torinese (ove era stato allievo di Giacomo Grosso), la grande tela con Emigranti, firmata e datata 1912, rivela quell’attitudine alle grandi composizioni che valse a Filippo Omegna (Torino, 1881 - 1948 per inciso cugino di Guido Gozzano), specie dopo il 1920, diverse commissioni ad affresco per edifici sacri. Il pittore, che aveva debuttato nel 1902 alla prima mostra Quadriennale della Promotrice di Torino con un quadro del medesimo genere della tela in esame, I dimenticati, non sceglie di affrontare il tema rappresentando moltitudini di emigranti ai moli d’imbarco, ma poche figure emblematiche. Unendo un approccio naturalistico al gusto accademico per la composizione scenograficamente costruita, colloca sullo sfondo di un muro sbrecciato cinque persone di diversa età in mesta attesa della partenza o vinte dalla stanchezza, mentre ai loro piedi, in evidenza, troviamo i loro modesti bagagli. L’Omegna, in occasione del suo soggiorno di lavoro in Argentina nel 1910, ebbe modo di conoscere direttamente il fenomeno dell’immigrazione che in quegli anni si faceva più drammatico (solo nel 1913 le partenze dall’Italia, che contava allora circa 36 milioni di abitanti, furono poco meno di 873.000 e, fra il 1911 e il 1920, più di un milione di italiani emigrarono negli Stati Uniti).