Lago alpino


Giuseppe Augusto Levis,
Lago alpino,
1923 (firmato e datato).
Olio su tavola,
cm 47,5 x 34,5
Il dono fu sollecitato nel 1922 con due lettere, una all’artista e una seconda a Matteo Olivero, per una “raccomandazione” al Levis (rendiconto delle spese postali dal Milano sostenute nel 1922). L’opera appartiene alla produzione della tarda maturità dell’artista (Chiomonte/CN, 1875 - Caire di Racconigi/CN, 1928), quando il pittore, educato alla scuola di Delleani, si dedica in maniera esclusiva al paesaggio, studiato con vivo interesse del vero. Qui l’elemento paesaggistico è depurato da qualsiasi tentazione aneddotica: nelle acque cupe del lago si riflettono i colori di una montagna scabra, senza alberi né presenze umane. E’ uno scorcio familiare al pittore, che viene ripreso all’incirca dalla stessa angolatura nella tela Lago alpino e pastora del 1906 (Chiomonte, Pinacoteca Levis), nella tavola del Museo Civico di Cuneo del 1914, in un dipinto delle collezioni civiche di Racconigi ed in uno in collezione privata.