La medaglia al valore


Antonio Piatti,
La medaglia al valore,
1920 (firmato e datato).
Olio su tela, cm 64 x 49,5
Tra i documenti d’archivio relativi ad Euclide Milano si conserva la ricevuta del pagamento ad Antonio Piatti (Viggiù/VA, 1875 - 1962) per l’esecuzione del dipinto; anche se fu Gallo Barelli a sostenere l’onere della spesa in qualità di donatore, il quadro, “dipinto espressamente” per il Milano, può considerarsi precisa testimonianza delle sue scelte e del suo gusto. Il Piatti, che fu anche scultore (come il fratello Leonardo, di cui il museo conserva, nei depositi, due medaglioni in gesso raffiguranti Dante e Michelangelo), in questa tela attualizza un tema caro alla pittura tardo-romantica attraverso una tecnica che mira ad una maggiore modernità d’impatto. L’aderenza al vero interpretato però liricamente, caratteristica peculiare del pittore, si palesa nell’ambientazione domestica della scena (i mobili in secondo piano e la sedia su cui è stato abbandonato il paiolo di rame), sfondo alle due figure intensamente patetiche della madre e della figlia che teneramente tenta di consolarla.