Sullo spiazzo della Zizzola

Filippo Vacchetti, Sullo spiazzo della Zizzola, 1918 (firmato).
Olio su tavola, cm 28,5 x 44


La scena è ambientata nella radura circondata da alberi che si apre alle spalle dell’edificio dal nome caratteristico, costruito alla metà del XIX secolo come “casino di campagna” sull’altura del Monteguglielmo dominante Bra, della quale è divenuto tradizionalmente un simbolo. Venne donato nel 1919 da Marta Fasola, con la cui famiglia, proprietaria della Zizzola dal 1915, il Vacchetti era in relazione. Il pittore coglie e fissa sulla tela, riuscendo a trasmetterci la sensazione di serenità che pervade la scena accesa dai colori della natura, l’incontro di tre figure femminili; sedute intorno ad un tavolino (o cavalletto), colte in lontananza ed appena sbozzate, si stagliano in controluce su di un cielo un luminoso. Filippo Vacchetti (Carrù/CN, 1873 - Torino, 1945), dopo un inizio da autodidatta, frequentò l’Accademia di Torino dove fu allievo, fra gli altri, di Giacomo Grosso, il quale lo spinse a specializzarsi nella natura morta (il museo ne possiede una raffigurante una pentola di coccio, funghi e cipolle). Pur non lodato dalla critica, il discreto successo di pubblico gli consentì di vivere di pittura; il suo orizzonte fu il mondo contadino rappresentato con sentita adesione ai suoi valori più tradizionali