La Grotta del Farneto

La Grotta del Farneto (San Lazzaro di Savena, Bologna), situata nella vena dei Gessi del Bolognese, venne esplorata alla fine dell’Ottocento da Francesco Orsoni e successivamente da Edoardo Brizio. Negli anni Cinquanta del Novecento gli scavi sono ripresi a cura della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna. Piani di calpestio formati da graticci cementati con argilla indicano al frequentazione non solo sporadica della grotta; da accenni di Brizio sembra che in alcuni casi si siano anche rinvenute tracce di pratiche sepolcrali.
L’abbondante materiale restituito dai diversi scavi comprende vasellame ceramico (tazzine e boccaletti con anse a gomito ed appendice asciforme, scodelle e tazze con manico a nastro, con anse a maniglia ed appendice sopraelevata, vasi cribrati, olle globulari e biconiche, grandi contenitori per alimenti, forme di fusione in pietra, resti di ossa di animali e semi carbonizzati (ghiande, fave , grano).
La grotta fu frequentata fra la fine del Bronzo Antico e gli inizi del Bronzo Recente (XVII-XIII secolo a.C.), con il susseguirsi di diversi aspetti culturali, fra cui quello prevalente è riferibile alla facies Grotta Nuova, databile ad una fase non avanzata del Bronzo Medio.

Vasi in ceramica d’impasto. XVII-XIII secolo a.C.