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Due albarelli da farmacia, donati al museo nel 1919, hanno la tipica forma “a rocchetto”, con le estremità a profilo semicircolare ed il cartiglio recante il nome del preparato dipinto nella fascia centrale cilindrica; rivestiti da ingobbiatura bianca ed invetriatura, sono decorati da motivi ornamentali di colore blu (paesaggi e puttini). Uno dei due albarelli è marchiato sul fondo con la “Fortezza con falchetto”, riferibile alla fabbrica della famiglia Ferro di Savona.
La marca della “fortezza sovrastata da falco in volo” è attribuita alla fabbrica di Borgo Fornaci, affittata nel 1749 da Giuseppe Ferro ed in seguito acquistata e gestita a lungo dalla famiglia Ferro, che esercitò l’arte dalla fine del Seicento all’inizio dell’Ottocento. L’attività iniziò con il padre di Giuseppe, Bernardo, maestro dell’arte dal 1704 e socio sino al 1732 di Nicolò Guidobono, del cui padre, il pittore e ceramista Gio Antonio Guidobono, era stato allievo dal 1673. La rappresentazione stilizzata del fortilizio si riferisce verosimilmente alla fortezza di Priamar di Savona.
L’albarello è il tipico vaso da farmacia creato espressamente per questo uso, in particolare per la conservazione dei preparati semisolidi o solidi. Le iscrizioni riportano in latino il nome del medicamento variamente abbreviato ed espresso in due parole: la prima designa il tipo di preparazione, la seconda il principio attivo; nel caso di più ingredienti è indicato il nome della malattia. Poiché di solito è privo di coperchio, presenta attorno all’imboccatura una scanalatura a cui assicurare con una cordicella la carta pergamena.
Manifattura Ferro
Manifattura Fer...
La marca che contrassegna uno dei due albarelli
La marca che co...
 
 
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