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Il Fondo della Società Generale Operai è costituito da una parte archivistica di documenti cartacei e da un insieme di materiale vario.

L’archivio
Pur presentando ampie lacune in tutte le serie documentarie (Statuti e regolamenti; Registri verbali delle assemblee generali, della Direzione e dei Sindaci; Esazione delle quote sociali; Libri cassa; Contabilità e carteggi vari), è tuttavia sufficiente a restituire uno spaccato di vita dell’associazione lungo l’arco di circa centocinquanta anni. Particolarmente utili a questo proposito sono i Registri con i verbali delle assemblee dei soci e della Direzione (1884-1891 e 1941-1976 e le Relazioni dei revisori (1928-1975). Di notevole interesse sono i primi verbali della Società redatti nel 1852 che, fortunatamente sopravvissuti, rappresentano una vera rarità nell’ambito della documentazione relativa al fenomeno associazionistico locale: si tratta di 25 verbali (della direzione, di assemblee generali, il primo rendiconto finanziario e la prima relazione della commissione di controllo) che vanno dal 25 marzo 1852 al 2 febbraio 1853. Si segnalano inoltre il documento relativo all’istituzione della prima lotteria promossa dalla società (20 marzo 1854), pratica successivamente piuttosto diffusa per la raccolta di fondi, i libretti-statuto dei soci in tre redazioni successive (1887, 1900 e 1937) e gli Elenchi degli amministratori. Tra gli atti relativi all’amministrazione della Società ricordiamo quelli inerenti alla festa per il 75° di fondazione, le lettere invito per i festeggiamenti del centenario, le note sulla scuola serale, gli atti relativi alla tomba sociale, il carteggio con l’Ente nazionale fascista per la consegna delle bandiere sociali, le informative sulla società, la copia per la registrazione della società al tribunale civile di Alba. Indispensabili per una ricostruzione della situazione finanziaria relativa al Novecento sono i documenti sulla contabilità.

Materiali vari
I materiali raccolti nel fondo comprendono le bandiere sociali, i ritratti dipinti e fotografici di alcuni tra gli amministratori della Società, un altorilievo in gesso, i diplomi di partecipazione a mostre e di benemerenza, le coccarde tricolore, le medaglie e spille dei soci, gli elenchi dei soci perpetui, delle socie onorarie e delle ricorrenze in cui si esponeva la bandiera presso la sede sociale.
I soci benefattori che maggiormente si distinsero, anche per il sostegno finanziario, sono ricordati nell’elenco dei Soci perpetui; la scelta delle “strisce” mobili riportanti il nome è probabilmente indizio non solo della speranza di sempre nuovi sostenitori anche di un sano pragmatismo nell’adeguarsi al mutare dei tempi.
Nel titolo del manoscritto Ricorrenze in cui esporre la bandiera si riverbera il contesto storico successivo all’unificazione nazionale che vide gli scontri tra liberali e cattolici, caratterizzanti il clima politico e sociale anche nella cittadina di Bra. Negli anni Ottanta la tensione fu particolarmente acuta all’interno della Società operaia e causa di divisione tra le componenti liberali, favorevoli a partecipare ufficialmente alle ricorrenze nazionali anche con l’esposizione della bandiera presso la sede sociale, e le cattoliche, fermamente contrarie. La necessità di manifestare la fedeltà ed il rispetto per la monarchia e lo stato, da un lato, e l’opportunità di non schierare la Società nel conflitto tra stato e chiesa, dall’altro, erano le motivazioni (ufficiali) addotte dalle parti. Sin dai primi scontri, nel 1888, la componente liberale apparve maggioritaria e la scelta successiva di indicare in un documento ufficiale le date di partecipazione venne a formalizzare una pratica ormai consolidata.
Al museo sono pervenuti cinque ritratti (quattro realizzati ad olio su tela ed uno a pastello con ritocchi a tempera), di cui tre raffigurano altrettanti presidenti della Società.: Andrea Cravero (in carica dal 1862 al 1866) dipinto da Tommaso Festa, pittore del quale è esposta un’opera nella sala dell’Ottocento; Leonardo Castellino (presidente dal 1867 al 1870) di autore ignoto e Giovanni Bonardi (presidente dal 1871 al 1891) ritratto da Giovanni Giarlotto, anch’egli presente con due dipinti nella sala dell’Ottocento. Vi sono poi due dipinti di G.(?) Boeris, dei quali uno ritrae un personaggio sino ad ora non identificato e l’altro il Geometra Bartolomeo Perlo, forse il più munifico benefattore della Società alla quale, nel 1911, lasciò in eredità il suo intero patrimonio ammontante a 25.000 lire.
Tra i materiali di carattere artistico della Società è compreso anche il calco in gesso dell’altorilievo di bronzo commissionato, per il Cinquantenario della fondazione (1902), allo scultore Celestino Fumagalli e apposto sul retro del basamento del monumento al Beato Giuseppe Cottolengo (opera del medesimo autore) eretto a Bra nel 1900 sulla piazza antistante al Palazzo di Città. Vi sono raffigurati tre lavoratori stretti nel “celestiale amplesso della carità e del lavoro”, come recita la dedica.
Ritratto di Giovanni Bonardi
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