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La xilografia è una tecnica di stampa in cui si utilizza come matrice una tavoletta di legno che è intagliata in modo da lasciare in rilievo l’immagine da riprodurre; la matrice viene inchiostrata e quindi impressa sul supporto.
La piccola serie di matrici databili dal secolo XVI sino alla seconda metà del XVIII, pervenute al Museo con il lascito Tornatore, rientra nell’ambito dei motivi devozionali di incerta datazione (ma solitamente riferibili ai secoli XVI e XVII) e rapportabili a temi cari alla religiosità popolare. Le stampe erano probabilmente destinate alla pubblicazione in libri di preghiere ed almanacchi a prezzo contenuto ed ampia diffusione. La xilografia trovò largo impiego soprattutto in Germania e nei Paesi Bassi nel campo della decorazione e dell’illustrazione per la realizzazione di immagini devozionali, carte da gioco, stampe popolari.
Nel nostro caso i soggetti raffigurati comprendono la SS. Trinità (Dio Padre, Cristo in croce sorretto da angeli e la colomba dello Spirito Santo), Cristo nel sepolcro con angioletti che reggono i simboli della Passione, la Madonna rappresentata secondo iconografie diverse, la testa di san Giovanni Battista decollato, un santo martire. Si discostano dagli esempi precedenti, per la tipologia dei soggetti, altre due matrici; in una è raffigurato il fronte di tempio classico, incorniciato da alberi frondosi, con un altare per le offerte nel pronao e recante nel timpano l’iscrizione: “Hic iunguntur spiritus”. L’altra, che allude alla vigilia del Natale, presenta un interno domestico in cui campeggia un grande focolare con un paiolo sul fuoco; appeso alla parete presso la finestra, un calendario indica la data del 24 dicembre e l’iscrizione sottostante la scena recita: “Iuvat sacra vigilia/sic producere horas”.
Cristo nel sepolcro con angioletti che reggono i simboli della Passione
Cristo nel sepo...
La vigilia di Natale
La vigilia di N...
Tempio incorniciato da alberi frondosi
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