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Cenni storici
L’unificazione e la regolamentazione dei pesi e delle misure nei territori assoggettati alla Casa Savoia si deve al duca Carlo Emanuele I, che emanò in proposito ben 33 editti. L’editto del 1612 stabiliva, tra l’altro, come unità di misura lineare il trabucco di sei piedi liprandi (di origine longobarda, pari a cm 47,5), come unità di misura di capacità l’emina per le materie aride e la brenta per i liquidi. Ulteriori variazioni si ebbero nel 1749-50, sotto Carlo Emanuele III.
Il nuovo criterio per la determinazione di unità di misura non più basate su dati antropometrici o empirici venne messo a punto da una commissione (costituita nel 1790) composta da esperti francesi e inviati dagli altri paesi; nel 1799 si conclusero definitivamente i lavori di istituzione del sistema metrico decimale ed ogni membro della commissione rientrò in patria con un campione originale. Sotto il dominio napoleonico una serie di leggi ufficializzò il nuovo sistema che però subì una battuta d’arresto, sancita dalla legge del 1818, che manteneva, se pur con lievi aggiustamenti, le misure ed i pesi antichi. Soltanto nel 1877, ad unificazione avvenuta, furono approvate, con validità in tutto il territorio nazionale, le tavole di ragguaglio con il sistema metrico decimale delle antiche misure, definitivamente abolite con il T. U. delle leggi del 1890.

La piccola collezione di misure (di capacità, di peso e così via) conservati in museo testimonia alcune tappe dell’evoluzione dei sistemi di misurazione dall’ancien régime al metodo moderno.
Misure di capacità per liquidi in bronzo
Sono a forma di boccale troncoconico e recano l’iscrizione a rilievo con la data 1613 e la denominazione: Bocale (1/2 pinta = litri 0,864) e Quartino (1/4 pinta = litri 0,342).
Mine o emine
Dal latino hemina, sono le antiche misure per gli aridi (granaglie, cereali, ecc.) di forma cilindrica, costruite in assi di legno e rinforzate da fasce verticali di ferro che si ripiegano sotto il fondo; dovevano avere l’altezza pari a 2/3 del diametro e all’imboccatura, cerchiata di ferro, una traversa (pianca) fissata al fondo con un’astina di ferro (bolzone). La bacchetta, assicurata al recipiente con una catenella, serviva a rasare la superficie al livello della pianca durante la misurazione.
Di solito erano marchiate; nel nostro caso quelle di dimensioni maggiori presentano le sigle: E, E / DO., DE., le altre (mese mine) le sigle: E, DE.  
Sottomultipli di mina
Sono contenitori cilindrici di bronzo, con tre piedini per l’appoggio e manico, denominati, come si legge nella scritta in rilievo, Mezo e Scudela (1/64 di mina = 1/8 di cup).
Doppio decalitro, decalitro e sottomultipli
Con l’introduzione del sistema metrico decimale, la mina e la mesa mina furono sostituite rispettivamente dal doppio decalitro e dal decalitro. Anche di questi ultimi esistono in museo dei campioni caratterizzati da un corpo cilindrico di ferro ed imboccatura simile a quella delle mine, cerchiata, marchiata all’esterno e attraversata dalla pianca fissata al fondo con il bolzone; esternamente sono dipinti di vernice nera, su cui risaltano in bianco le scritte Decalitre e Double Decalitre.
Tipologia simile, ma in dimensioni ridotte, si ritrova nei sottomultipli a forma di boccale cilindrico, denominati Litre e Double Litre.

In esposizione insieme agli oggetti sopra descritti vi è un modello di legno per mattoni marchiato a fuoco sui lati minori con una sigla, a cui rimanda l’iscrizione manoscritta sulla fascetta di carta avvolta ad uno dei lati lunghi e chiusa con due sigilli di ceralacca: “Cause riguardanti la fornace che intendono di fare li Sig.ri misuratore Traversa e Soci. Le lettere S.D.T.O. apposte sulla testa del campione indicano Socii Donati, Traversa, Operto. Bra lì 4 Agosto 1817”. La fascetta cartacea assicurava al modello un plico di documenti manoscritti inerenti alla richiesta di autorizzazione per l’impianto di fornaci in un terreno sito nel quartiere di Sant’Andrea, presentata da parte dei citati soci e la relativa concessione da parte della Città di Bra, rappresentata dal Sindaco Carlo Reviglio della Veneria; i soci si impegnavano ad attenersi, nella fabbricazione dei mattoni, al modello fornito dalla Città di Bra e a depositarne “un doppio” negli archivi della medesima.

Bocale
Bocale
Mina
Mina
Double Litre
Double Litre
Double Decalitre
Double Decalitr...
Modello per mattoni della fornace Traversa e Soci
Modello per mat...
 
 
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