Tanit: Divinità femminile protettrice di Cartagine, godeva di grande venerazione nel mondo punico. Era la dea della fertilità,dell’amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla luna e alle messi. Nella mitologia fenicia era simile ad Astarte, la dea madre

Terra sigillata: vasellame fine da mensa di età imperiale. Sotto questa denominazione sono comprese le produzioni dell’Italia, della Gallia e dell’Africa settentrionale. La sigillata italica, dalla colorazione rosso corallo, è prodotta dalla metà del I secolo a.C. agli inizi del II d.C. Si distingue da essa per il diverso repertorio decorativo e formale la sigillata sud-gallica, prodotta da officine della Gallia meridionale tra il I secolo d.C. e la metà del II secolo d.C., mentre tra la fine del I secolo a.C. fino al VII secolo d.C. sono attive le fabbriche che producono la sigillata africana, dal caratteristico colore arancio

Tofet: nel mondo punico, area sacra caratterizzata dal ritrovamento di urne cinerarie, contenenti i resti di bambini e di animali, e di stele votive, talune con dediche per il dio Baal Hammon e la sua paredra Tanit. Tofet così individuati sono stati riportati alla luce in Sicilia, in Sardegna e in varie località del Nord Africa punico. L'effettiva presenza all'interno delle urne di resti di bambini ha fatto ritenere per molto tempo attendibile l'ipotesi che il tofet fosse un luogo destinato alla pratica del sacrifico umano, in particolare al sacrificio dei figli primogeniti maschi delle famiglie nobili poi "passati per il fuoco". Tale ipotesi sembra oggi sempre più priva di fondamento e frutto di un'azione di propaganda negativa esercitata dagli Ebrei prima e dai Romani poi nei confronti dei Fenici e dei Cartaginesi (i Fenici di Cartagine). E’ probabile infatti che il tofet sia un luogo destinato alla deposizione dei resti di bambini e bambine (come testimoniano chiaramente alcune iscrizioni votive incise sulle stele) nati morti (in alcuni casi si tratta di feti) o deceduti nei primissimi anni di vita per cause naturali. Le iscrizioni attestano che il tofet poteva accogliere bambini appartenenti a famiglie non nobili o addirittura straniere

Trozzella: forma caratteristica della ceramica messapica che identifica la produzione di stile geometrico della regione più meridionale dell’Apulia, l’attuale penisola sementina abitata in antico dagli Japigi; si tratta di un vaso eseguito al tornio, con due anse sopraelevate a formare un angolo acuto in alto, in corrispondenza del quale sono decorati da due dischi (“trozze”, in dialetto), che si trovano anche all’attacco con la spalla