Anfore

Le anfore erano utilizzate per la conservazione e per il commercio di vino, olio e altri prodotti alimentari come la salsa di pesce (garum). Il trasporto avveniva soprattutto per mare: le anfore
erano riempite, chiuse con tappi di sughero o d’argilla ricoperti con gesso o pece per sigillarle, e poi caricate su apposite navi, dette onerarie, fino a 3000-4000 esemplari. La forma delle anfore, che cambiava a seconda del contenuto con una capienza media di circa 25,5 litri, permetteva di stivarle e impilarle sfruttando al meglio lo spazio a disposizione. Spesso hanno impresso sulle anse un bollo che indica il nome abbreviato del proprietario o del servo che gestiva l’officina ceramica. A Pollentia erano particolarmente diffuse le anfore di forma Dressel 20 di provenienza dalla Spagna meridionale (antica Betica), oltre alle Dressel 6B prodotte nell’Italia settentrionale.

Anfore da Pollentia. I-II secolo d.C. Bollo di fabbrica su anfora Dressel 20. II secolo d.C. (Pollenzo, necropoli monumentale, piazza Vittorio Emanuele,
tomba 8)