Necropoli della Pedaggera

La principale necropoli si trovava nella zona sud-occidentale della città, nei pressi della Cascina Pedaggera, ai margini della strada provinciale che da Pollenzo conduceva a Cherasco e che anticamente si dirigeva verso Pedona, attuale Borgo San Dalmazzo, e i valichi alpini. Indagata a partire dal 1934 con successive campagne di scavo fino al 1989-90, ha restituito più di duecento sepolture in gran parte ad incinerazione, i cui corredi risalgono al I-II secolo d.C.
In particolare, si segnalano alcune delle sepolture esposte nella grande vetrina al centro della sala, che si caratterizzano per la presenza, all’interno corredo, di oggetti di pregio oppure per il particolare rituale funerario adottato.
 
Tomba 14
Sepoltura a incinerazione in pozzetto a fossa terragna Pollenzo,
necropoli della Pedaggera (1960) I secolo d.C.
Il corredo è composto da un piatto in terra sigillata, un balsamario fittile, cinque balsamari in vetro di cui due combusti e una lucerna a volute e becco triangolare con figura di gladiatore sul disco.
Tomba 1
Sepoltura a incinerazione diretta in pozzetto a fossa terragna Pollenzo,
necropoli della Pedaggera (1989-90) Metà del I secolo d.C.

Tra i numerosi oggetti di corredo (asse di Tiberio, piatti in terra sigillata, coppette in ceramica a pareti sottili, olpi e olle in ceramica comune, specchio in bronzo argentato e balsamari in vetro), degna di rilievo è l’olletta a pareti sottili con decorazione a figura umana (antropoprosopa) resa a rilievo applicato.
Tomba 117
Sepoltura femminile a inumazione in cassa di laterizi e ciottoli
Pollenzo, necropoli della Pedaggera (1989-90)
Medio-tarda età augustea

Si tratta di una delle tombe più interessanti della necropoli, non solo per il tipo di struttura (grande fossa rettangolare, di cm 250x130, rivestita in muratura di corsi alternati di ciottoli tagliati e laterizi), e per il rito a inumazione, ma anche per la notevole abbondanza e varietà degli oggetti di corredo, tra i quali si segnalano la raralucerna con raffigurazione di due scheletri “in conversazione”, le preziose monete repubblicane (denario serrato di C.Naevius Balbus, Roma, 79 a.C., argento; denario di Pinarius Natta, Roma, 155 a.C., argento; quinario di Augusto, zecca nord-peloponnesiaca, 21 a.C. ca., argento; asse di Cn. Piso per Augusto, Roma, 15 a.C., bronzo), la fibula in bronzo con arco configurato a leone rampante, oltre che i numerosi balsamari in vetro e i primi piatti in terra sigillata con bollo entro cartiglio rettangolare.