Ricostruzioni assonometriche
dei monumenti
funerari di
Pollentia
(disegni di
Francesco Corni)

Monumenti funerari

Pollentia è nota fin dal Settecento per il Turriglio di Santa Vittoria d’Alba, imponente costruzione sepolcrale sorta, probabilmente nel I secolo d.C., lungo la direttrice che conduceva verso Alba Pompeia e composta da un basamento quadrato sormontato da un tamburo cilindrico e da quattro grandi nicchie contrapposte.
Del tipo a dado su alto podio erano anche i monumenti funerari messi in luce sul lato est della città, immediatamente all’esterno del perimetro urbano. Orientati secondo gli assi viari principali (decumano e cardine massimi), sembrano essere stati organizzati in nuclei. Quello più settentrionale è costituito da tre monumenti vicini, verosimilmente riconducibili ad un unico gruppo familiare, forse quello degli Hedii Rufi Lolliani cui apparteneva la Lollia citata nell’iscrizione sulla fronte del sarcofago rinvenuto nell’area della necropoli.
A sud sorgeva un altro monumento, mantenuto a vista nelle cantine dell’Agenzia di Pollenzo, e destinato ad ospitare due deposizioni come indicano i vani scavati nel basamento. Rimane invece ancora incerta la destinazione del cosiddetto Torrione, struttura a pianta rettangolare conservata in elevato per circa 8 m in prossimità di una zona extra-urbana occupata dai resti di una domus di prima età imperiale.
Spogliati già in antico, i sepolcri dovevano essere caratterizzati da un apparato decorativo di cui sono documenti superstiti le due cornici in marmo di Luni e il frammento di colonna tortile in pavonazzetto, la cui datazione riconduce al II secolo d.C.