Ara funeraria di Castricia Saturnina


Il grande altare, coronato di pulvini, presenta sul fronte, sotto l’iscrizione, due amorini (eroti) che sorreggono uno scudo rotondo (clipeo) con all’interno i busti dei titolari del sepolcro. Sul fianco destro è raffigurata una scena di sacrificio presso l’altare di un tempio reso in modo schematico con i muri perimetrali ed il frontone ornato di acroteri alle estremità. Sul fianco sinistro una figura femminile, ritta su un podio all’interno di un tempio, regge con il braccio sinistro un oggetto non più identificabile. Il retro dell’altare è completamente campito da un grande scudo posto su due lance incrociate.

Datazione: prima metà del II secolo d.C.
Materiale: marmo dell’Asia Minore (proconnesio)
Dimensioni: altezza cm 174
Provenienza: Alba (1779), poi trasferita nella Tenuta Reale di Pollenzo

Castriciae
Saturninae fil(iae); vixit ann(os) VI s(emissem).
P(ublius) Castricius Saturnin(us)
pater, mag(ister) Aug(ustalis) Pollen[t(iae)],
Aug(usta) Bagienn(orum), sibi e[t]
Mettiae Paulin[ae]
uxori optim[ae].


“Alla figlia Castricia Saturnina. Ha vissuto sei anni e mezzo. Il padre Publio Castricio Saturnino presidente del collegio degli Augustali a Pollentia, originario da Augusta Bagiennorum, (ha ordinato la costruzione del sepolcro anche) per sé e per l’ottima moglie Mettia Paolina".