Epistilio con epigrafe frammentaria dedicata alla Vittoria
L’architetto Carlo Randoni, che insieme al conte Giuseppe Franchi di Pont rilevò e descrisse per conto dell’Accademia Nazionale delle Scienze di Torino all’inizio del XIX secolo il sito dell’antica Pollentia, rinvenne un’epigrafe di ragguardevoli dimensioni, probabile elemento di una trabeazione, che attribuì ad un tempio dedicato alla dea Vittoria.
Questa lastra marmorea venne in seguito spezzata in alcuni frammenti, utilizzati come pavimentazione e quindi dispersi, tre dei quali pervennero in due riprese al museo: il primo nel 1934 e gli altri due nel 1973 insieme ad altri materiali archeologici, già nelle collezioni della Real Casa e rimasti sino ad allora nel castello di Pollenzo.
Il testo dell’epigrafe, integrato nella parte iniziale andata perduta con quanto trascritto dapprima dal Franchi di Pont sulla scorta dei rilievi del Randoni e poi dal Muratori, che ebbe ancora l’opportunità di vederlo, allude al tempio ed al suo apparato decorativo.
Datazione: I secolo d.C.
Materiale: marmo della Grecia o dell’Asia Minore
Dimensioni: altezza cm 55; lunghezza cm 90
Provenienza: Pollenzo (1805-1808, scavi Randoni e Franchi di Pont)
[--- aedem Vict]oriae cum sui[s ornam]enti[s (?) ---]
[--- marmoreum porti]cus fastigium s(ua) p(ecunia) ---]
“..... (ha fatto o ha dedicato) a proprie spese (questo) tempio alla Vittoria con le sue decorazioni .... e il fastigio marmoreo del portico”.