Diapositive
che riproducono immagini tratte
dai codici leonardeschi,
utilizzate da Giovanni Piumati
Le diapositive dell’epoca, antenate per così dire delle odierne, consistono in due lastrine di vetro di circa cm 10 x 8 appaiate e tenute insieme da un nastro adesivo di carta nera lungo i bordi. Sulla faccia interna di una delle due lastrine si applicava l’emulsione che riproduceva l’immagine secondo processi diversi: al collodio (che dava alla diapositiva un color crema o giallastro), all’albumina (colore tendente al nero); questi furono poi rimpiazzati dal processo alla gelatina ed ai sali d’argento, o ancora al carbone e utilizzando la woodburytipia (tecniche per cui la gelatina appare in rilievo). Venivano proiettate attraverso la lanterna magica, il popolare strumento ottico che fu in auge fino alla prima Guerra Mondiale, secondo un procedimento messo a punto negli USA alla metà del secolo XIX. Le immagini riprodotte sui nostri esemplari spaziano dagli schizzi del Codice sul Volo degli uccelli alle dettagliate analisi degli studi sull’anatomia nonché alle ingegnose “costruzioni” del Codice Atlantico, anche se non mancano fotografie dei dipinti o dei disegni artistici più noti di Leonardo. La conferenza tenuta da Giovanni Piumati nel pomeriggio dell’otto gennaio 1907 al Teatro Carignano, per iniziativa del locale comitato dell’associazione “Dante Alighieri”, trovò un’eco nella stampa locale, di cui lo studioso braidese Antonio Mathis trascrisse alcuni articoli (Fondo Mathis presso la Biblioteca Civica di Bra). Il prof. Edoardo Mosca segnalò nel notiziario della Società “Amici del Museo” del marzo 1958 l’arrivo di questa documentazione nell’ambito della più ampia donazione al museo comprendente, oltre ai dipinti ed alle “diapositive”, un cassone nuziale, due sedie in stile rinascimentale ed un lampione antico; ciò valse a Sandra Piumati Leuman la proclamazione a Socio Benemerito, in occasione dell’assemblea annuale, in segno di riconoscenza.