Theatrum Sabaudiae

Nella veduta della città di Bra del Theatrum Sabaudiae (1666) è raffigurato il fronte principale del palazzo, in cui si aprono tre ordini di bifore ed una sola porta d’ingresso, il muro di recinzione ed un pozzo all’angolo tra le attuali via Serra e via Parpera; in secondo piano si notano due torri, delle quali si è conservata la più bassa, posta nell’angolo sud-est, ancora esistente ed al cui interno si snoda la scala elicoidale che collega i diversi piani. Nell’incisione non compare a coronamento della facciata la merlatura ghibellina, che pertanto è posteriore.

Nel catasto redatto nel 1760 dal misuratore torinese Gio Matteo Massone si rileva l’aggiunta di due stanze sul lato nord di Palazzo Traversa; all’epoca è proprietario dell’edificio il notaio Ferrero, che lo aveva acquistato dagli Albrione. Nei disegni relativi a controversie legali, datati 1789 e 1790, è visibile un fabbricato, oggi non più esistente, che si estendeva dal fronte nord del palazzo, in corrispondenza dalla torre, sino al muretto di cinta sul vicolo che separava questa proprietà dal convento dei Padri Domenicani. Il medesimo fabbricato si ritrova nel catasto napoleonico del 1811, in cui ne compare anche un altro a due piani addossato alla torre delle scale; a quest’epoca l’edificio è nuovamente di proprietà della famiglia Albrione. La pianta della città di Bra di A. Burdese del 1893 riporta quasi invariata la pianta dell’edificio.



Particolare della veduta della città di Bra del Theatrum Sabaudiae (1666)

Particolare del catasto Massone (1760).
Isola 4°, numeri di mappa: 1010/casa,
sedime con cortile ed ingresso alla contrada,
1011/giardino, 1012/giardino



Particolare della pianta della città di Bra di A. Burdese (1893)


Particolaredel catasto napoleonico (1811)


“Tipo regolare” allegato a documenti
inerenti controversie legali (1790)