Imprese araldiche


Pittore piemontese, Accademia degli Innominati di Bra. Imprese araldiche di Giovanni Battista Bonino, Vittorio Amedeo Bertini e Giovanni Francesco Bonino. Primo quarto sec. XVIII. Olio su tela, rispettivamente cm 66 x 48,5 - cm 66 x 48 - cm 67 x 49,5

Delle cinque imprese araldiche pervenute al museo, due appartenevano a Principi (rettori) dell’Accademia degli Innominati di Bra e le altre a semplici membri.
Lo stemma di Casa Savoia sovrastata l’impresa araldica connotata da un arcobaleno che solca il cielo soffuso di luce rosata contro cui si staglia una roccia scura, mentre in basso a destra è raffigurato il monogramma della Madama Reale Giovanna Battista (sotto la cui protezione si posero i membri del costituendo sodalizio). In basso a sinistra compare lo stemma della famiglia di cui faceva parte il “Cav. D. Giambattista Bonino di Bra Dott. d’ambe Leggi, e di Sac. Teol. già Vic. Gen. d’Alba, e Vercelli, detto l’Incorporeo”, Principe nel 1703, come si legge nel libro degli Statuti dell’Accademia de’ Signori Innominati di Bra (1714).
Una sirena, che emerge dai flutti sollevando con le mani le sue due code di pesce, caratterizza l’impresa del Padre Lettore Vittorio Amedeo Bertini di Fossano, appartenente dell’Ordine dei Predicatori e detto il “Chimerico”.
L’avvocato Giovanni Francesco Bonino di Fossano, lo “Sdrucito”, è simbolicamente rappresentato da un galeone che scampa alle insidie della navigazione.
Una conchiglia con le valve serrate sospinta sulla cresta delle onde è il simbolo del predicatore Cappuccino Pietro Paolo Brizio da Bra, a cui fu dato l’appellativo di “Acquattato”.
Nell’impresa araldica di Ascanio Saraceni, lo “Sperimentato”, il cui schema compositivo si differenzia da quello delle altre, campeggia lo stemma della famiglia Saraceno sovrastante un piccolo tondo con un grifone in volo sullo sfondo di un monte.