San Girolamo e la Maddalena penitente

Copia di Valentin de Boulogne, San Girolamo e Maddalena penitente,
Terzo decennio sec. XVII. Olio su tela, entrambi cm 109 x 128,5
Si tratta probabilmente di repliche d’ambiente caravaggesco francese quasi coeve agli originali, conservati il San Girolamo alla Galleria Sabauda di Torino e la Maddalena penitente, suo pendant, nel Musée des Beaux Arts di Chambery. Le due tele furono acquistate nel 1925 al prezzo di £. 870 (somma di tutto rispetto per l’epoca) presso l’antiquario braidese Giovanni Savanco da Euclide Milano, il quale, non conoscendo gli originali del Valentin, le riteneva ascrivibili alla scuola del pittore spagnolo Jusepe De Ribera. Il San Girolamo riprende il medesimo soggetto eseguito da Caravaggio a Malta; i due dipinti, speculari nell’impostazione, sono caratterizzati dalla luce che porta in primo piano le figure dallo sfondo scuro e lascia scorgere gli stessi significativi attributi (un crocifisso, i libri, il teschio). In questi tratti compositivi e stilistici possiamo riconoscere l’influsso della pittura di Bartolomeo Manfredi, di cui fu allievo ed amico il Valentin. Nato attorno al 1591 a Coulommiers en Brie e arrivato giovanissimo a Roma, dove risiederà fino alla morte nel 1632, fu introdotto da Simon Vouet nell’ambiente caravaggesco, divenendone una delle personalità di spicco.  Realizzò, tra l’altro, importanti quadri da cavalletto per collezionisti come Francesco Barberini e Cassiano dal Pozzo. La sua carriera raggiunge l’apice con la commissione di una pala d’altare per San Pietro, raffigurante il martirio dei santi Processo e Martiniano.