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I resti di Pollentia, sulle cui rovine si sovrappose solo in parte l’insediamento di epoca tardo antica (V-VI secolo d.C.) e medievale, sono stati identificati nel borgo dell’attuale Pollenzo.
I Romani fondarono la città, cui fu dato un nome con valore bene augurante, nel territorio dei Ligures Bagienni, popolazione appartenente al gruppo celto-ligure, probabilmente intorno agli ultimi decenni del II secolo a.C., quando si attuò la progressiva occupazione del Piemonte meridionale che, corrispondente alla Liguria interna (Regio IX di età augustea), rivestiva un’importanza logistica e strategica per le comunicazioni tra la pianura padana e i valichi alpini da un lato, e la costa ligure dall’altro.  Per la deduzione della colonia fu scelta un’area pianeggiante in prossimità della sponda sinistra del fiume Tanaro; navigabile fin dall’età preistorica, esso rappresentava un’importante direttrice del commercio fluviale e una via di collegamento.
Le fonti (Cicerone, Svetonio) la ricordano per le fiorenti attività economiche e per episodi come la battaglia del 402 d.C. in cui l’esercito romano comandato dal vandalo Stilicone sconfisse Alarico e i Visigoti.
La città controllava un territorio (ager) particolarmente ricco ed esteso, i cui limiti naturali erano rappresentati da tre corsi d’acqua, rispettivamente la Stura, il Tanaro e il Po, e che confinava con quelli di Augusta Bagiennorum (Bene Vagienna) e Alba Pompeia (Alba) verso sud e sud-est, di Hasta (Asti) e Carreum Potentia (Chieri) verso nord-est, ed infine di Forum Vibii Caburrum (Cavour) e Forum Germa… (San Lorenzo di Caraglio) verso ovest.  
L’agro ha restituito tracce della sistemazione agraria o centuriazione, resti di insediamenti e ville a carattere rustico, piccoli nuclei di necropoli sorte a lato dei principali assi viari come la Via Fulvia, oltre a documenti epigrafici che attestano la presenza del latifondo dal I fino al V secolo d.C.
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