La città di Pollentia aveva più aree destinate alla sepoltura dei defunti. Già nel corso dell’Ottocento furono scoperte nel parco della Tenuta Reale di Carlo Alberto numerose tombe di età imperiale, i cui corredi andarono quasi completamente dispersi.
La principale necropoli si trovava nella zona sud-occidentale della città, nei pressi della Cascina Pedaggera, ai margini della strada provinciale che da Pollenzo conduce a Cherasco e che anticamente si dirigeva verso Pedona, attuale Borgo San Dalmazzo, e i valichi alpini. Indagata a partire dal 1934 con successive campagne di scavo fino al 1989-90, ha restituito più di duecento sepolture in gran parte ad incinerazione, i cui corredi risalgono al I-II secolo d.C.
Piccoli nuclei di sepolture, sempre databili alla prima età imperiale, furono individuati a nord della città, presso il Rio di Laggera e lungo la via Regina Margherita, dove già si erano rinvenuti i resti di un recinto funerario segnalato da un’epigrafe che ne indicava l’estensione.
Sul lato est della città, in corrispondenza dell’attuale piazza Vittorio Emanuele, recenti indagini hanno messo in luce un’importante necropoli caratterizzata da monumenti funerari intorno ai quali si distribuirono tra la fine del I e la metà del V secolo d.C. tombe ad incinerazione e ad inumazione, talune con ricco corredo.     
Un’altra area a destinazione funeraria sorgeva poco lontano da Pollentia, dove il recinto che circondava il cosiddetto “Turriglio” fu occupato da incinerazioni e inumazioni databili tra la prima età imperiale (I-II d.C.) e il periodo tardo antico (metà III-V d.C.).