Bra ha avuto origine dall’unione di piccoli abitati che si erano andati aggregando gradualmente nei pressi di chiese e monasteri o di dimore signorili fortificate.
Già intorno all’anno 1000 Bra godeva di una certa importanza: in questo periodo vi si stabilirono i Marchesi di Busca, che eressero sul monte Guglielmo, il colle più alto, una fortezza protetta da una doppia cinta muraria e torri.
Tra il XII ed il XIII secolo le vicende della città furono legate alla famiglia dei De Brayda, prima di essere ceduta ad Asti da Tommaso I di Savoia. Agli inizi del secolo XIV la dominazione angioina si estese anche a Bra, finchè nel 1347 subentrarono i Visconti e la città rientrò nell’orbita astigiana, per uscirne nel 1355, quando in Asti si stabilirono i marchesi del Monferrato.
La ricostruzione dell’urbanistica di Bra medievale è problematica, a causa della quasi totale scomparsa degli edifici originari. I documenti scritti e gli statuti comunali offrono utili informazioni: l’abitato era difeso da una cinta munita di cinque porte, tre delle quali con ponte levatoio; il palazzo del Comune era situato nella piazza principale; varie chiese sorgevano all’interno dell’abitato; le case, addossate le une alle altre, erano spesso dotate di porticato, le strade principali erano lastricate in pietre e ciottoli, quelle secondarie in terra battuta.
Tra le costruzioni di epoca medievali sopravvissute nei secoli, spicca Palazzo Traversa, sede del Museo.