La scoperta dell’antica Pollentia si deve alle esplorazioni condotte alla fine del Settecento dal conte Franchi di Pont e dall’architetto Randoni, i quali individuarono alcuni dei principali edifici pubblici (anfiteatro, teatro, Foro) all’epoca ancora conservati a livello di rovine. L’impianto urbano, ora non più leggibile nel tessuto edilizio moderno fortemente modificato dagli interventi ottocenteschi di Carlo Alberto, era orientato nord/est – sud/ovest e aveva una struttura regolare organizzata in strade (cardini e decumani) ortogonali tra di loro. Di queste si sono conservate finora poche tracce, tra cui il
decumano massimo, identificato sia nel tratto sia urbano che in quello extra-urbano, all’incirca corrispondente con l’attuale via Regina Margherita.
Le indagini archeologiche più recenti (2000-2008) hanno riportato alla luce, oltre alla necropoli monumentale che si estendeva in prossimità del lato orientale della città, parte di un isolato a carattere residenziale, di cui rimangono ambienti con resti di pavimento in
cocciopesto (
opus signinum) o con tessere a mosaico e quadrelle in marmo, conservati a vista in un’ala ristrutturata della settecentesca Cascina Albertina (attuale sede dell’Università di Scienze Gastronomiche) e nella seicentesca Chiesa della Madonnina, futuro centro di documentazione multimediale della città antica.
Altri ritrovamenti riguardano un complesso più esteso identificato in prossimità del teatro, ancora di incerta destinazione, e, in ambito extra-urbano (attuale Parco dell’Agenzia), i resti di una
domus, di un impianto termale e di un selciato stradale sorti intorno al cosiddetto Torrione, un rudere a pianta rettangolare su basamento in laterizi da identificarsi con un monumento a carattere funerario e celebrativo. Databile tra I e II secolo d.C., conserva ancora in elevato per circa 8 metri la struttura cementizia interna in ciottoli legati da malta, completamente spoliato del suo rivestimento originario di cui lo scavo ha restituito alcune cornici in marmo di pregevole fattura databili nel I secolo d.C.
La città, che le indagini archeologiche sembrano indicare avere avuto varie fasi edilizie comprese tra gli ultimi decenni del I secolo a.C. e la fine del IV d.C., era probabilmente delimitata da una cinta muraria analoga a quella documentata nella vicina
Augusta Bagiennorum, articolata in un
vallum e in una palificazione in legno, e dotata di porte e torri in muratura, non ancora identificate sul terreno.