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L’Accademia degli Innominati fu creata nel 1702 per iniziativa dell’avvocato saluzzese Pier Ignazio della Torre. I membri scelsero questo nome perché, chiesta per la nascente istituzione la protezione della seconda Madama Reale Giovanna Battista di Savoia-Nemours, ritennero inutile darsi un’altra denominazione essendo tanto illustre il nome della loro protettrice.
Primo Principe dell’Accademia fu lo stesso fondatore, a cui seguì nel 1702 Giovanni Battista Bonino. Seguendo la tendenza del momento, ad ognuno degli associati era assegnato un soprannome dal significato metaforico (“Sdrucito”, “Chimerico”, “Astratto”, “Impossibile”, e così via), che allegoricamente trovava riscontro nell’impresa araldica eseguita dal pittore dell’Accademia, come prescritto negli Statuti. Di tali stemmi dipinti ad olio su tela, accompagnati dal verso di un poeta che ne sottolineava il significato, cinque superstiti sono attualmente conservati nel Museo Civico di Palazzo Traversa.
All'interno del sodalizio culturale venne costituita, nel 1717, una colonia arcadica direttamente dipendente dalla sede romana e il suo primo custode fu l’abate Bartolomeo Reviglio della Veneria. L’Accademia fu attiva soprattutto tra il 1718 ed il 1730 e cessò le sue funzioni nel 1777, passando il compito di proteggere e far progredire le belle lettere alla colonia della città di Fossano.
Sulle pareti di una sala di un edificio sito nell'attuale corso Garibaldi a Bra, ove si tenevano le adunanze degli Innominati, esistono ancora gli affreschi con i ritratti a grisaille entro medaglioni di alcuni Accademici, tra cui alcune signore.
Frontespizio degli Statuiti dell’Accademia degli Innominati
Frontespizio de...
Medaglioni con i ritratti di Accademici
Medaglioni con ...
 
 
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