Rifacendosi in qualche modo all’intento di Euclide Milano di raccogliere e presentare testimonianze utili alla ricostruzione della storia della città, una saletta è stata dedicata ad un piccolo gruppo di opere aventi per soggetto vedute di Bra, le quali, pertanto, sono intese come una sorta di album  che documenta alcuni aspetti e momenti che vanno dal XVII al XX secolo.
Utile a restituirci l’antico tracciato urbano è l’incisione, su disegno di Giovenale Boetto (Fossano 1604 - 1678), con la veduta a volo d’uccello di Bra (1666) compresa nel Theatrum Sabaudiae.
Tre opere documentano a vario titolo il culto della Madonna dei Fiori, patrona della città di Bra. Fra i dipinti il più antico è un ex voto datato 1792, raffigurante un uomo che, investito da un carro lungo il viale che conduce al santuario, invoca il soccorso proprio della Vergine; sullo sfondo vediamo l’ospedale di Bra. Una piccola stampa, poi, incisa da Giacomo Arghinenti su disegno di Marco Nicolasino (Savigliano/CN, 1797 - Torino, 1836), ci mostra il Santuario della Madonna dei Fiori, quale appariva prima della radicale trasformazione avvenuta nel 1844 e prima che gli venisse affiancato l’imponente santuario nuovo, costruito a partire dal 1933. Un dipinto, di autore ignoto, databile alla seconda metà del XIX secolo raffigura la processione dell’8 settembre, festa patronale in onore della Madonna dei Fiori di Bra, che si snoda a partire dal sagrato della chiesa di Sant’Andrea nell’attuale Piazza Caduti per la Libertà.
I restanti due dipinti presentano un altro appuntamento consueto della città, quello settimanale con il mercato. Del 1886 è la tela di Luigi Craveri (Parigi, 1865 - Torino, 1898), che riprende l’attuale Corso Garibaldi di Bra con lo scorcio della cosiddetta “Ala” del mercato in una solare prospettiva densa di luci. Inquadratura simile ma in campo più lungo, nella tavola datata 1930 e raffigurante la Piazza della Rocca a fine mercato del pittore torinese Felice Vellan (Torino, 1889 - 1976), che la donò egli stesso al museo.