Nella saletta degli “Uomini illustri” braidesi trovano posto alcuni dei ritratti raccolti o personalmente commissionati da Euclide Milano per conservare “ricordo ammirato e riconoscente dei concittadini che eccelsero negli studi, nelle scienze, nelle armi, nella politica, nelle arti, nella carriera ecclesiastica e nella beneficenza”, in linea con quell’intento didattico che il Milano assegnava al museo, volto ad educare il gusto ma anche a promuovere le virtù civiche. Del materiale collezionato dal fondatore del museo è in mostra soltanto una selezione, comprendente i pezzi iconograficamente più interessanti, sia per il rilievo dei personaggi raffigurati sia per la qualità delle opere che li rappresentano.
Un piccolo e raffinato dipinto ritrae a mezza figura Giovanni Francesco Bonino, Uditore Generale presso la Corte Sabauda di Torino (addetto a compiti di segreteria e portavoce), come indicato dall’iscrizione lungo il bordo inferiore, che riporta anche la data del 1690.
Un’altra tela raffigura Giovanni Battista Bonino (1634-1706), seduto alla scrivania davanti alla sua corrispondenza e colto nell’atto di vergare una lettera, con la mano sinistra appoggiata sopra un libro; insigne studioso e letterato braidese, fu tra i fondatori dell'Accademia degli Innominati di Bra nel 1702, di cui ebbe, nel 1703, la carica di Principe.
Due dipinti ad olio ritraggono Carlo e Luigi Reviglio della Veneria, rispettivamente nonno e padre del più celebre architetto Carlo Reviglio della Veneria (Bra/CN, 1824 - Torino, 1882).
Datate 1809 sono le due acquaforti, disegnate con il phisyonotrace e incise da Edme Quénédey (Riceys-le-Haute/Aube, 1756 - Paris, 1830), raffiguranti Corrado e Guglielmo Moffa di Lisio, quest’ultimo ritratto in età giovanile.
Il ritratto giovanile di Guglielmo Moffa di Lisio della stampa di Quénédey è ripreso su di una tazza e relativo piattino in ceramica con rivestimento in foglia d’oro.
I due busti in marmo di Giovanni Battista Gandino e Guglielmo Moffa di Lisio in età matura sono entrambi opera dallo scultore Gino Frediani.
Figura di grande spicco tra coloro che diedero lustro alla città di Bra è quella di Edoardo Brizio, che in questa saletta è ricordato con la presenza di due sue immagini: un disegno a carboncino, che lo ritrae in età giovanile, eseguito da Giovanni Lavalle (Roccabruna/CN, 1877 - Cuneo, 1955) ed il calco in gesso del medaglione di bronzo del suo monumento sepolcrale, opera di A. Minguzzi.