I manufatti in metallo
La raccolta annovera tra i suoi materiali un esiguo numero di oggetti in bronzo di diversa tipologia; si tratta di elementi ornamentali (fibule ed alcuni frammenti riconducibili originariamente a medesimi esemplari, armille, anelli, fermatrecce) e di un’ascia, provenienti tutti dal territorio di Varese.
Le fibule, in buono stato di conservazione o in frammenti, rappresentano la classe ornamentale più numerosa e sono inseribili cronologicamente in un arco temporale che spazia dalla fine dell’VIII alla metà del VI secolo a.C. Tra gli ornamenti di ambito golasecchiano sono documentati anche spilloni, fermatrecce, anelli
Sono presenti anche tre armille databili all’epoca tardo romana, tra fine III e seconda metà del VI secolo d.C.
Un discorso a parte merita l’ascia, del tipo cosiddetto “Savignano” (un tipo molto uniforme la cui lunghezza è in genere compresa tra i 15 ed i 18 cm con un corpo largo mediamente 3 cm), a margini rialzati con tallone semicircolare provvisto di incavo ad occhiello, largo e profondo; corpo a lati diritti che si allargano lievemente verso il taglio, margini maggiormente espansi a mezza altezza in modo da formare una rientranza con il contorno interno; taglio arcuato stretto e poco espanso. La diffusione di quest’ascia ricopre tutta l’Italia ed in particolar modo la Toscana, nelle zone delle colline metallifere e del Grossetano durante l’antica età del Bronzo; la presenza di asce tipo Savignano è attestata anche a nord delle Alpi dimostrando così la presenza di contatti tra Toscana e l’area della cultura del Rodano attraverso l’Italia settentrionale.